SessuOhhhlogismi 4 10 consigli per degustare il tubero

Carissimi e carissime,

siamo arrivati alla quarta puntata di SessuOhhhlogismi e, dopo aver parlato di fellatio, non potevamo non trattare un argomento di speculare e capitale importanza, ovvero il cunnilingus (il sesso orale femminile per i non eruditi, la degustazione del raffinato mitile, il saggio del virtuosissimo tubero). Abbiamo già parlato dei Non-Leccatori, in passato, ma oggi torniamo sul tema per condividere 10 consigli e chiarire alcuni punti che, probabilmente, risultano ancora ostici a molti egregi signori all’ascolto:

1. Mantieni l’obiettivo

L’obiettivo primario del cunnilingus è farci sentire che vi piacciamo, tantissimo, totalmente. Il cunnilingus parla, è un linguaggio non verbale e dice cose esplicite. I migliori “ti amo” sono sussurrati a ridosso delle piccole labbra. Raggiungere l’acme del piacere (venire, per i non eruditi), può essere una piacevole e preziosa conseguenza ma non è obbligatorio, non è un diktat e, anche qualora non si raggiunga la vetta del K2 con la sola forza della narrazione orale, l’atto in sé rimane ontologicamente piacevole, se fatto con il giusto piglio.

2. Come i limoni…

Nel caso la goduriosa epifania non si verificasse, state tranqui. Non agitatevi, non adottate la politica del picchio, che non serve, e provate ad ascoltare i segnali che il corpo di lei vi dà (e noi donne, lasciamo che il nostro corpo i segnali li dia, mi raccomando, che i feedback sono importanti e istruttivi, servono tanto in ufficio quanto a letto). Se, per esempio, lei sta lì che giace inerme e/o rigida, non state a sperticarvi per 40 minuti a lambire la sacra fenditura, il sommario grilletto, con le labbra ben staccate e la puntina della linguetta.
Provate a pensare al cunnilingus come a una versione gourmet del limone. Più oscena e più sublime, se vogliamo, ma non troppo distante. Una rielaborazione evoluta nella quale dovete usare tutto: la lingua e le labbra. E dovete limonare bene, per il piacere di farlo, l’arte per l’arte, con la possibilità che lei s’abbandoni e MAGARI veda la luce in fondo al tunnel.

3. L’accompagnamento manuale è discrezionale

Vale un po’ come nella fellatio. A volte sì, a volte no. Dipende dal momento, dal trasporto, dalla persona. Il cunnilingus è come la musica, c’è quella classica, quella rock, quella rap, quella psichedelica e pure la neomelodica. Ognuno ha i suoi gusti, che sono passibili di variazioni in base ai contesti. Sperimentate e restate sempre sintonizzati sulla vostra partner.

4. Usate tutti i sensi che avete, ivi inclusa la vista

Sappiamo già che ogni pene è diverso ma ciò che a volte sfugge è che lo stesso si può dire del passerotto-non-andare-via. Ora, laddove la vostra diversità è manifesta, con noi bisogna essere un po’ più esplorativi. Il ché non significa che dobbiate indossare il caschetto con la luce sopra, ma che potete guardarci. Semplicemente, guardarci.
Fare conoscenza vis a vis con la parte più intima della nostra femminilità, e scorgerlo, in ultimo, proprio lì, piccolo ma fiero, al cospetto dei vostri occhi, desideroso d’offrirsi ai vostri diti e al vostro gusto, fenomenicamente esistente: il clitoride. Nice to meet you! Adesso non dovete più andare a casaccio! Evviva!
Se ci sono i peli, guardaci lo stesso, lì, tra le fresche frasche, non impressionatevi, sarà come guardare L’Origine del Mondo di Courbet che, oltre a essere un hairy-pussy, è un’opera d’arte.

5. Se assumiamo che il clitoride sia un minuscolo pene, voi regolatevi di conseguenza

Trattatelo da tale. A ruoli invertiti, a voi, cosa piace che facciamo? Il chupa chups, no? Ecco, pure a noi piace. Intensità diverse è ovvio. Proporzionali alle dimensioni, ma sono discipline simili. Tipo golf e minigolf. Tennis e ping-pong. Ci siamo capiti, no? Insomma: sucate un poco (e non è un insulto, in questo contesto, ma un saggio e spassionato invito).

6. Fatelo da più prospettive

Cambiate la posizione. Non necessariamente all’interno di una stessa sessione ma, insomma, al Luna Park non è che andate sempre solo sulla stessa giostra, immagino. Le sensazioni, sia fisiche che cerebrali (e noi donne pare siamo tutte cerebrali) sono diverse, e sentirle è affascinante. Quindi provate: provatelo frontale, controcorrente, sdraiati, in piedi, davanti, da dietro, da sopra e da sotto (il facesitting, per gli addetti ai lavori).

7. Modulate le velocità

Sperimentate, cambiate il ritmo (impeto e delicatezza, delicatezza e impeto) finché non succede che lei inizia a mugugnare con maggior decisione (anche qui, usate l’udito). Quando succede, quando avete trovato l’accordo giusto per farla cantare, non cambiate per un po’. Continuate costanti, grazie. Se vi tocca la testa mentre siete lì tendenzialmente vi sta dicendo “continua a fare esattamente ciò che stai facendo”. Non è difficile. Quindi, di grazia, non cambiate musica, per passare dalla Lambada all’Alligalli, ok?

8. Esplorate i dintorni

Non ci sono recinti, non siete nell’area militare con il filo spinato che delimita il territorio sul quale potete muovervi. Quindi non siate timidi e non abbiate paura di indagare, scivolare, assaggiare, insinuare e nemmeno di raggiungere persino il proibitissimo orifizio, il retrobottega, lo sfintere di servizio, mentre siete lì che perlustrate la zona.

9. Nel mentre del vostro struggente cunnilingus, afferratela

Prendetele le cosce, toccatele il ventre, acchiappatele le chiappe, stringetela, allargatela, disponete di lei, fatele sentire quanto la volete e lasciate che perda il senno. Siate sicuri, sembra difficile ma non lo è. Usare tutti i sensi insieme sembra difficile ma non lo è. Il sesso questo deve essere: ridurre la ragione, sublimare la sensorialità.
Ricordate che ciò che fate, lo fate per far piacere a lei e se questo comporta mettere leggermente in discussione il vostro pattern di cunnilingus, lo mettete in discussione. Vi incontrate e vi adattate. Non importa come piaceva alla vostra ex, o a tutte le altre (…). Importa come piace alla donna con cui siete hic et nunc. Spogliatevi delle vostre insicurezze e spogliatela. Rendetela più nuda di quanto non sia già.

10. E tatto, gusto e olfatto?

Venendo agli altri sensi: se al tatto non vi garba la sensazione della ricrescita dei peli, pazienza. Ce li dobbiamo togliere ed essi ricrescono, sorry, è la natura (per lo meno fino all’epilazione permanente). Non poche volte ci siamo scartavetrate la faccia per limonare con voi. Non è una tragedia.
Per quanto riguarda invece gusto e olfatto: su questi tocca alzare le mani perché se proprio il sapore e l’odore vi fanno schifo (al netto di una buona igiene) non si può fare molto. Ma sconsiglierei di intraprendere frequentazioni di lungo corso con persone di cui non vi piaccia l’odore o il sapore, in generale, perché una persona deve piacerci in tutti i sensi e CON tutti i sensi.
Non si possono lasciar fuori olfatto e gusto, sarebbe come mangiare una pietanza che magari è impiattata bene, bella a vedersi, fotogenica su Instagram… ma se ha un sapore che ci fa cagare non va comunque bene. E il sesso è come un lussureggiante banchetto, non come la mensa del lavoro: il motivo per cui banchettiamo, è mangiare con piacere, gusto e appagamento.

Detto tutto ciò, se a voi uomini fa proprio schifo l’idea di praticare il cunnilingus, cercate una donna a cui proprio non piaccia riceverlo. Pare che esistano e che non siano nemmeno così rare. Anche se io resto sempre dell’avviso che le donne che non lo amano, non hanno mai trovato qualcuno capace di far sentire loro il desiderio, l’accettazione e la passione che un sincero, onesto e intenso cunnilingus può donare.

Ma è una mia gratuita illazione, questa.

 

Nelle precedenti puntate di SessOhhhlogismi:

  1. Le 10 tipologie di limone.
  2. Guida base ai preliminari.
  3. La sublime arte dell’irrumazione.

e per la prossima, ci aggiorniamo ad agosto!

[Tu intanto iscriviti alla newsletter! Elena]







Dai, iscriviti subito!
ti sto iscrivendo alla newsletter...
Chiudi e non ti scoccio più NEWSLETTER
Newsletter

5 € per te se ti iscrivi alla newsletter:







Dai, iscriviti subito!
ti sto iscrivendo alla newsletter...