Breve storia dell'orgia. Ovvero: quei dilettanti di Game of Thrones

Anche chi non la guarda, sa che la nota serie HBO, in piena sintonia con la fama della rete, non lesina emozioni forti (guarda questo divertente video It’s not porn..). Saranno i bei giovanotti e donzelle discinti, l’assoluta mancanza di buonismo, la dedizione con cui gli sceneggiatori tengono alto il livello sia di tensione sessuale che l’ansia, la liberalità con cui i protagonisti si accoppiano (anche se non esattamente in modalità sex positive), chi lo può dire?
Di certo Game of Thrones si è fatta una fama di perversità: incesti, violenze, persino orge.
Fantasie iperboliche? In verità pare di no.

Stando a quanto riportano i libri di storia, entusiasti del sesso di gruppo come Tyrion Lannister e Oberyn Martell sarebbero dei pivelli in materia di inverecondia.
Se facciamo un salto indietro di qualche millennio, praticamente tutte le divinità legate alla terra e alla fertilità erano celebrate con riti orgiastici.

L’orgia nell’antica Grecia

Nell’antica Grecia, numerosi riti sacri prevedevano balli sfrenati, vino e accoppiamenti liberali, anche non necessariamente in quest’ordine. Dagli Elafebolia, in onore di Artemide, a quelli in onore di Afroditeça va sans dire – sino ai più noti Misteri dionisiaci, che celebravano appunto Dioniso, dio dell’ebbrezza e dell’estasi, con diversi giorni – guarda un po’ – di riti orgiastici e vino.

Sono Pazzi Questi Romani…

Nell’antica Roma, i Baccanali, in onore del dio Bacco, la versione latina di Dioniso, non erano da meno, tanto da essere rimasti non solo nell’inconscio collettivo ma anche nella lingua italiana. Nei pochi giorni della loro durata creavano talmente tanto caos che nel 186 a.C. il culto di Bacco e le sue celebrazioni orgiastiche vennero infine proibite dal senato romano. Non abbiamo dati certi sulle proporzioni, tuttavia i documenti riferiscono di 7.000 arresti in seguito ai disordini causati dai Baccanali. Insomma, possiamo immaginare, anche se vagamente, l’entità di un evento il cui clamore è riuscito a perdurare nei millenni.

Per la gioia di tutti gli sceneggiatori a venire, in ogni caso, gli antichi romani avevano una certa propensione alle orge. Non solo erano tipiche delle celebrazioni di svariate divinità (Lupercalia, Floralia, Saturnalia, celebrazioni di Priapo, Liberalia ecc), ma anche gli imperatori romani, nonostante le pubbliche proibizioni, si dedicavano creativamente al genere. Dal famigerato Nerone, su cui gli aneddoti boccacceschi si sprecano, al proverbiale Caligola, a Messalina, moglie dell’imperatore Claudio, sino a Tiberio, tra le cui dissolutezze, riferite con zelo da Svetonio e Tacito, viene riportata la passione per lo spintriae, ovvero un particolare tipo di orgia costituito da catena umana di circa 30 persone. Ed è l’accusa più gentile. Certo, questi cronisti erano vicini alla classe senatoria e detestavano gli imperatori, ricambiati: è possibile che sia siano fatti prendere la mano nel racconto.

Poi arrivò l’ondata moralizzatrice cristiana. Ma…

Con il crollo dell’impero romano e l’ascesa del cristianesimo i riti pagani vengono riconvertiti in innocue feste cristiane, così come le basiliche romane vengono trasformate in chiese. Tuttavia, esattamente come durante l’impero romano, quello che era proibito al popolo era a disposizione dei potenti.
Non solo re e imperatori, ma anche i papi dell’epoca non si facevano mancare nulla. Per non parlare del famigerato papa Borgia, Alessandro VI.

Anzi, no, parliamone: si narra di memorabili orge organizzate per lui nei Palazzi Vaticani. Celeberrima, quella del 31 ottobre 1501, a cui parteciparono 50 cortigiane, oltre che la famiglia Borgia al completo, più innumerevoli altri gentiluomini che facevano a gara a chi si accoppiasse più volte. Chi riferisce, però, è Burcardo, ambizioso vescovo della Roma papale, già condannato per falso, e in un contenzioso con il papa Borgia per un possedimento.

Dal XVII secolo e il libertinaggio…

La corruzione della Chiesa porta tutta una serie di scissioni e opere di moralizzazione. Sino al XVII secolo, in cui le corti diventano realmente luoghi dove le feste sontuose, la corruzione e gli intrighi la fanno da padrone. A molti re, regine e favorite  – come Maria Antonietta e Madame du Barry, favorita di Luigi XV – vengono attribuite abitualmente orge e comportamenti dissoluti.

Tipica di questo periodo la figura del libertino, un aristocratico erede di una fortuna che dilapida metodicamente in alcool, bordelli, e qualsiasi genere di capriccio, anche sessuale, come il visconte di Valmont ne Le relazioni pericolose. Tra i più famosi ci sono Cagliostro, Casanova e il marchese de Sade, ma la quantità di libertini nelle corti europee di quel periodo è impressionante. A un gruppo di giovani rampolli dell’aristocrazia inglese si deve, per esempio, nella prima metà del XVII secolo, il chiacchieratissimo Hell Fire Club, secondo alcuni poco più che un ritrovo di goliardi, secondo altri un club segreto dedito al dileggio della religione e alle orge.

… alle vite spericolate dei vip odierni

Arrivando ai giorni nostri, le orge compaiono nei reportage scandalistici sulle vite dissolute di attori, rockstar, ereditieri, politici e sportivi, da Vince Neil dei Mötley Crüe a Dennis Rodman, da Charlie Sheen a Dominique Strauss-Kahn.

Nella percezione comune, le orge da un lato rivelano una ricchezza e di un potere inimmaginabili per i comuni mortali, tali da poter vivere in uno spazio al di sopra della morale comune; dall’altra sono il segno di una vita di dissoluzione senza più speranza di redenzione.

L’opinione pubblica accoglie tutti gli scandali con orgia con un quel misto di timore reverenziale e scandalizzato compatimento che, lungi dal fuggire l’oggetto del suo turbamento, ha bisogno di dissezionarlo – per meglio condannarlo, ovviamente.
L’idea di una sessualità sfrenata, oltre ogni immaginazione, la formulazione iperbolica così affine alla materia di cui son fatte le fantasie sessuali, alla fine funziona, non importa se la notizia sia vera, falsa, gonfiata o sminuita: aiuta a passare un quarto d’ora un po’ più intrigante del solito mentre si attende il proprio turno dal parrucchiere o dal dentista, ma anche, per esempio, a fidelizzare gli spettatori, in attesa del prossimo chissà che combineranno stavolta.

E, a proposito, secondo gli esperti bisogna raggiungere almeno 7 partecipanti, altrimenti si tratta solo di sesso di gruppo. In realtà non c’è nessuna orgia all’interno di Game of Thrones.
Io l’ho detto subito: dilettanti.

Chiudi e non ti scoccio più NEWSLETTER
Newsletter

5 € per te se ti iscrivi alla newsletter:







Dai, iscriviti subito!
ti sto iscrivendo alla newsletter...