Cosa metti nella tua vagina?

Ho quattro figli. Ricordo bene la testa che mi hanno fatto ai corsi preparto per insegnarmi l’attenzione verso la sicurezza: daresti mai a tuo figlio un giocattolo o una tettarella che contiene composti chimici tossici? Io credo di no.

Ma verso di te hai la stessa attenzione? Sai cosa introduci nella tua o altrui vagiaina (ebbene sì, nella mia testa la leggo sempre all’inglese)? Bene, oggi ti parlo – senza annoiarti, te lo prometto – degli ftalati e del perché li devi evitare.

Gli ftalati sono composti chimici, vengono spesso aggiunti alle materie plastiche per renderle più modellabili e flessibili. L’Unione Europea ne ha ristretto le quantità utilizzabili (sotto allo 0,1%) negli articoli destinati all’infanzia: il contatto prolungato con le mucose può essere pericoloso, poiché gli ftalati sono sostanze tossiche per la riproduzione*. Mucose e riproduzione. Ti dice niente?

Non daresti mai a un bambino una bambola tossica vero? Beh, forse dovresti controllare anche quello che introduci nel corpo, tuo o di quello della persona con cui giochi.

Gli ftalati sono spesso contenuti nel PVC, negli smalti, nei profumi, in molti rivestimenti. Sono poco solubili in acqua, più reattivi in presenza di olii. Quindi anche i tuoi giocattoli potrebbero contenere una sostanza tossica, che potrebbe venire a contatto con le tue mucose proprio grazie ai lubrificanti.

Ti starai chiedendo: ma se sono così tossici, com’è possibile che possano essere venduti in libertà oggetti che li contengono?

Prima o poi ti racconto la storia dei vibratori, nati come strumenti medici. Adesso, per farla breve, posso dirti che a livello internazionale non esiste una legge che tuteli i consumatori dei giocattoli erotici. Un po’ per il tabù che ancora li circonda, anche se “ancora” non è la parola giusta, visto che è un tabù piuttosto recente (la sai quella del fallo in pietra di 28.000 anni fa?). Un po’ perché molti produttori preferiscono rimanere in questa terra di nessuno, così non devono sottostare a norme restrittive.

Non voglio annoiarti con dati e numeri, sappi solo che in Italia (e in Europa) il limite degli ftalati nei prodotti per bambini e ad uso alimentare è fissato allo 0,1%, mentre uno studio sui sex toys realizzato da Greenpeace Olanda ha rivelato numeri impressionanti:

“Di otto sex toys testati, sette contenevano ftalati di vario tipo. La concentrazione di ftalati in questi giocattoli era altissima, dal 24 al 49% del peso totale del prodotto. Allo stesso modo, uno studio danese sui contenuti dei sex toys ha trovato che dieci, sui quindici testati, conteneva ftalati di vario tipo. In particolare, 8 contenevano alti livelli di DEPH [un tipo di ftalato molto tossico, n.d.r.], in percentuali che raggiungevano picchi del 70%.”
Fonte: Getting the Government in Bed: How to Regulate the Sex-Toy Industry, di Emily Stabile – Berkeley Journal of Gender, Law & Justice.

Chi ha paura dei giocattoli erotici

Beh, sai che ti dico? Io come “consumatrice” non ci sto, e quindi non li voglio vendere nemmeno a te.

Per questa ragione io ed Enrico abbiamo accuratamente selezionato case produttrici che garantiscono l’assenza di ftalati, come Lelo e Jimmijane. I nostri lubrificanti sono per lo più a base di acqua, in ogni caso non oleosi. In ogni scheda prodotto abbiamo inserito informazioni sui materiali che lo compongono.

So che magari “100% silicone medicale senza ftalati” non è la prima cosa che guardi quando vuoi comprare un vibratore, ma noi ci teniamo: vogliamo farti sognare, sì, ma in sicurezza.

 

* Se vuoi approfondire

Alcuni studi (vedi ad esempio la scheda informativa scaricabile dal sito dell’Ufficio Federale della sanità pubblica svizzera) hanno dimostrato che gli ftlati producono effetti simili agli estrogeni e causano disturbi nello sviluppo dei genitali nei bambini. Studi sui roditori hanno evidenziato che una lunga esposizione provoca danni a reni, fegato, organi sessuali. Non ci sono evidenze per analoghe malattie negli esseri umani, ma perché rischiare? Meglio scegliere prodotti sicuri.

Qui e qui, alcuni studi dell’Istituto Superiore di Sanità sulle correlazioni fra gli interferenti endocrini (come gli ftalati) e alcune malattie.

Qualcuno si muove per chiedere che il settore dei sex-toys abbia una normativa di riferimento: Getting the Government in Bed: How to Regulate the Sex-Toy Industry, di Emily Stabile – Berkeley Journal of Gender, Law & Justice

Chiudi e non ti scoccio più NEWSLETTER
Newsletter

5 € per te se ti iscrivi alla newsletter:







Dai, iscriviti subito!
ti sto iscrivendo alla newsletter...