Fashion Porn Corsi e ricorsi: il ritorno del corsetto

Delizia e castigo del gentil sesso fin da tempi antichissimi, il corsetto è tornato di moda anche grazie al clan Kardashian, prima tra tutte, la prosperosa Kim. Regina del punto vita, nostra signora dei social, posta foto con un, a mio parere, discutibile corsetto in latex color carne e bum, è subito tendenza.

Un post condiviso da Kim Kardashian West (@kimkardashian) in data:

Non solo lei, per carità.

Tra le teen-agers impazza la moda del corsetto elastico, alto, pieno di ganci e da indossare rigorosamente sopra un abito o una t-shirt.

Ma capiamo meglio di cosa stiamo parlando

Facciamo un fast rewind: il corsetto è considerato a ragione uno degli indumenti che più hanno martirizzato e nello stesso tempo esaltato il corpo femminile.

La vita sottile è sempre stata importante nella storia dell’attrazione erotica, in parte perché è una caratteristica tipicamente adolescenziale, e quindi è collegata con la verginità. Tuttavia la vita sottile dà anche idea di fragilità e di sottomissione della donna al suo uomo.

Ma a quale prezzo?

Durante tutto il 1800 massima ambizione della donna fu avere il vitino di vespa, ossia una circonferenza che non superasse i 40 centimetri, in contrasto con la larghezza della gonna.

Provate ad immaginare quanto potesse risultare scomodo indossare un busto con stecche di balena che comprimeva a tal punto le costole femminili da provocare in più occasioni svenimenti e deformazione degli organi interni. Eppure, anche allora vigeva la grande massima che chi-bella-vuole-apparire-molto-ha-da-soffrire.

Perché la configurazione anatomica del corsetto spingeva il petto molto in alto e inarcava i reni indietro, regalando alla figura femminile una sinuosa curvatura a clessidra, indispensabile per indossare i numerosi abiti iperfemminili dell’epoca.

Dimenticato per alcuni decenni, anche grazie alle paladine del nuovo stile come Coco Chanel, il corsetto torna alla ribalta grazie a Christian Dior e al suo New Look: vita sottile e gonne ampissime, espediente realizzato grazie all’utilizzo della guêpière, parola che deriva dal francese guêpe, (vita da vespa). Moda che si esaurì con la morte dello stilista francese e soprattutto a causa del nuovo ruolo femminile. Anche le donne lavoravano e il corsetto risultava ormai obsoleto e decisamente troppo scomodo.

La moda è fatta di corsi e ricorsi:

Negli anni ’80 furono i due stilisti Dolce&Gabbana a riabilitare il corsetto, sdoganato al punto da esser indossato a vista, come parte integrante dell’abito. E fu grazie al contributo di Madonna che si innamorò a tal punto del nuovo oggetto del desiderio da indossarlo in una tournée del 1984 nella versione con seni a punta disegnata dallo stilista francese Jean Paul Gautier – che intere generazioni di ragazzine indossarono sopra i loro jeans preferiti corsetti e guêpière.

Nulla scompare, tutto cambia.

La tendenza dell’autunno inverno 2017 è stata quella di recuperare il corsetto. Dimenticatevi qualsiasi allure sexy e concentratevi sulla moda. Il corsetto è indossato sopra tutto. Sopra enormi pull in lana, sopra trench maschili, sopra candide camice over. Effetto cipolla, ma con il punto vita saldamente compresso.

Il risultato?

Pericolosissimo.

p.s.

Se volete sognare, il mago dei corsetti è Mister Pearl: realizza bustini su misura per le più affascinanti celebrità ma, prima, li indossa lui.

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