Le interviste di Ohhh Karin Hochapfel e il Burlesque come strumento di empowerment femminile

Karin Hochapfel mi ha contattato sulla nostra pagina Facebook. Le piace il lavoro che stiamo facendo, trova che il nostro percorso di riflessione sulla consapevolezza nella sessualità abbia dei tratti in comune con quello che fa lei.
Mi scrive:

Io vedo, nel vostro, un lavoro molto importante che è in perfetta sinergia con la mia proposta. L’intento che ci accomuna è quello di ripristinare l’autonomia gioiosa data dal piacere della sensualità attraverso la libera pratica sessuale”.

Uh, mi ha incuriosito! Ma cosa fa lei? Ho voluto conoscerla, ora la presento anche a te.

Ciao Karin, chi sei e cosa fai?

Ho studiato pittura all’Academia delle Belle Arti di Karlsruhe in Germania e ho lavorato 20 anni come pittrice, ma nel frattempo ho sempre cantato, come “hobby”. Poi è diventata la mia attività primaria. Oltre a musica classica facevo show musicali comici in Germania.

Poi nel 2001, a Londra, ho creato un duo, con cui mi sono esibita fino al 2008 in uno show teatrale-musicale-cabaret, “The Germaniaxx”, che rievocava l’era anni ’20-’30 in Germania, con le canzoni di Bertold Brecht, Zarah Leander, Marlene Dietrich, Comendian Harmonists e canzoni tratte dai musical Cabaret e Chicago. Abbiamo lavorato in teatri, bar, dinner club e feste aziendali: British National Theatre, Southbank, Theatre Museum, Covent Garden, Soho Theatre, Volupte Lounge, Soho Revue Bar…

Nei dinner club c’erano sempre degli show misti in cui si lavorava anche con le ragazze del Burlesque. Il nostro show piaceva, tanto che venimmo chiamate al primo London Burlesque Festival, nel 2006 (ora Festival Internazionale del Burlesque).
Alla fine del nostro piccolo show la gente, entusiasta, ci incitava a toglierci il corpetto… così ho fatto.

In questo modo è nato il mio personaggio dell’Operotika, la diva monella che si addentra anche nel Kitsch e nel Burlesque.

Ora continuo a fare spettacoli di Burlesque e, nei miei seminari, accompagno le donne alla scoperta di sé attraverso quest’arte.

Perché hai trovato proprio nel Burlesque la tua chiave di espressione?

Elaborando lo spirito e le canzoni degli anni ’20 e ’30 in Germania, scoprivo che quelli erano anni di cambiamento e rinnovamento esplosivi: non solo dal punto di vista artistico o politico, ma anche sul fronte della liberazione femminile, come testimonia anche la moda del periodo.

Tante canzoni di quegli anni parlano della libertà di scegliersi un uomo, della libertà di avere amanti, della trasgressione oltre una moralità ormai stretta, non più funzionante, della gioia di farsi vedere, dell’autonomia, della voglia di scoprire il proprio potere… anche sessuale.

Il film Cabaret restituisce molto bene l’atmosfera di quegli anni. Se pensiamo che gli anni ’70 furono gli anni della liberazione sessuale… non abbiamo guardato bene agli anni ’20!

Nella musica riemergevano a un tratto figure femminili come la Carmen dell’omonima opera di Bizet, la Lola dell’Angelo Azzurro, e generi come il Vaudeville e il Burlesque.
Burler” vuol dire prendersi gioco, e farlo con autoironia: non è un caso che il genere sia emerso in quel periodo, l’ironia è rivolta al lato oscuro di quegli anni, alla povertà esistenziale, alla minaccia del Nazismo, che ha quasi completamente distrutto questo movimento progressivo, rivoluzionario e liberatorio.

Mentre continuavo con gli spettacoli di Germaniaxx, nel frattempo esploravo il mondo del Burlesque con Operotika, che mostra come l’Opera non sia quell’arte “alta”, sacra, intoccabile, come la vediamo oggi. Al contrario! Le eroine dell’Opera spesso incarnano la tragicità delle donne afflitte e costrette da una moralità distorta, in contrasto con la loro voglia di amare e vivere liberamente. Guardiamo la Tosca, La Traviata, la Carmen, la Norma

 

In Operotika ora mescolo canzoni con lo stesso contenuto ma di epoche e stili diversi, per mostrarne l’universalità attraverso i tempi.

E nei seminari invece cosa fai?

Quando sono venuta in Italia nel 2008 ho cominciato una scuola sciamanica che si basa su antichi insegnamenti matriarcali provenienti da tutto il mondo. Mi ha aperto gli occhi e mi ha permesso di capire il tema in modo più profondo, scoprendo una costante nel potere femminile, comune a tante culture.

Parlando con altre studentesse ho capito che si poteva fare, che il connubio con il burlesque era perfetto: sono proprio loro che mi hanno incoraggiato a creare i primi corsi Burlesque, che poi si sono evoluti fino a diventare “Che donna – Let Your Light Shine”.
Quindi unisco la mia formazione di Coach e Stage-Coaching con la mia esperienza in canto, danza e yoga, uniti agli antichi insegnamenti matriarcali sulla sessualità e la forza femminile.

Alla fine di ogni corso c’è un vero spettacolo, solo tra le partecipanti, in cui portano sul palco quello che hanno elaborato.

seminario di burlesque

“Che donna – Let Your Light Shine”.

Intuisco che nei tuoi seminari oltre al burlesque c’è di più…

Mi piace definire i miei seminari “Burlesque Alchemico” proprio perché gli strumenti che uso, provenienti da diverse aree di sviluppo personale, consentono alle partecipanti di toccare e trasformare parti profonde e intime della loro personalità partendo da ciò che emerge.
Tutto naturalmente condito con del sano e divertente Burlesque!

Partiamo dal presupposto che – ahimè – viviamo in una società che, per conformarci, ci impedisce la libera e gioiosa espressione di noi stesse. Inibisce proprio la nostra essenza vitale: la sessualita e la sensualità nei confronti della vita. Ecco, il Burlesque va proprio a risvegliare l’energia vitale assopita là sotto!

Il secondo aspetto per me importante é che comprendiamo il valore di trovare dentro noi stesse l’armonia tra l’energia femminile e maschile.
Durante i seminari aiuto le ragazze a prendere consapevolezza delle due qualità, femminile – ricettiva e creativa – e maschile – attiva e concettiva.

Il terzo aspetto è “fare pulizia`” da sensi di colpa, autocensura, giudizi negativi interni, vergogna dovuta ai pregiudizi esterni, per ridonare finalmente forza e potere al femminile.
le belle pollastrelle burlesque

Ho sempre pensato al burlesque come “delle pin up che ballano”…

insomma, donne bellissime ma un po’ come delle fantasie erotiche maschili. E invece mi apri un mondo: il burlesque come strumento di empowerment femminile, insomma!

Certo! Un aspetto per me fondamentale è che il Burlesque, nei miei seminari, è un lavoro di squadra.
Il mio primo intento è proprio di creare lo spirito di sorellanza tra le donne, perché possano sentirsi libere di osare fuori da ogni giudizio. Si co-crea sempre e solo in uno spazio di comprensione, in cui la creatività è libera di manifestarsi.

Se noi donne siamo ricettive e creative, abbiamo una forza magnetica. Quando ce ne rendiamo conto, possiamo capire che ci può piacere esibirci, esporci per essere viste e sedurre. Anche questa è una liberazione: da uno stereotipo di donna che deve essere umile.

Per poterci mostrare nel nostro potere e nella piena bellezza è necessario tenere alto il livello di energia. Così davanti ad un pubblico – di sole donne (le altre partecipanti dei seminari) – possiamo liberare gioia e vecchio dolore, attraverso il piacere dovuto al movimento del corpo.

Quindi mi stai dicendo…

che posso mettere quei vestiti fantastici ed essere bellissima, per piacere mio e non per rispondere a una fantasia erotica altrui, per diventare sempre più libera? Mi stai facendo felice.

Ti confesso un piccolo segreto: sai perché si usano i tacchi nelle pratiche di burlesque? Perché camminando sui tacchi fluidamente e coscientemente ci si procura un massaggio dolce e piacevole del clitoride. Si va ad aumentare l’energia vitale e si attivano i primi due chakra. Questo, secondo me, era anche il segreto di Marilyn Monroe

Come ti dicevo, alla fine di ogni corso c’è un vero spettacolo in cui le donne portano sul palco quello che hanno creato insieme.
Pensa che con alcune partecipanti dei corsi abbiamo formato un gruppo con cui faccio da ormai 2 anni regolarmente delle serate teatrali di tipo Dinner Club. Il gruppo si chiama “Le Belle Pollastrelle“.

Il prossimo seminario “Che donna – Let Your Light Shine” sarà dal 18 al 20 novembre al Centro Casa Poma, Morcote, sul Lago di Lugano, in Ticino.
Per informazioni puoi chiamare Karin al +41 79 529 83 98, qui il suo profilo Facebook.

Qui puoi trovare info sui seminari di Karin.

Aveva ragione Karin. Abbiamo molto in comune

Proprio per questo abbiamo pensato di collaborare, e abbiamo preparato insieme un’introduzione al Burlesque in tre puntate, che puoi ricevere gratuitamente via email se ti iscrivi – o sei già iscritta – alla nostra newsletter.

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