Le interviste di Ohhh Marco Stizioli e l'educazione sessuale

Marco Stizioli è un quasi trentenne che vive nel Sud del Portogallo per fare il servizio volontario europeo in un’associazione che promuove i diritti sessuali. Di se stesso dice: “Communication designer. Italiano in Portogallo. Esploro le cose belle, le cose (s)porche e le persone, quelle storte (a volte me ne sto nudo).”

Ho seguito un po’ il suo lavoro e l’ho trovato veramente interessante. Per questo gli ho proposto un’intervista, ha tante cose da dire a proposito di educazione sessuale e di diritti; sono sicura che interessano anche a te.

Marco, ci racconti cosa fai in Portogallo? E perché hai deciso di fare il servizio volontario europeo?

Olá! Ho deciso di fare quest’esperienza perché in Italia la mia attività da freelance aveva difficoltà a decollare e non sapevo dove sbattere la testa. Quando ho visto il bando per fare volontariato in APF (Associazione per la Pianificazione Familiare) mi sono detto: “Boom! È la mia occasione: un anno a vivere sull’oceano e a occuparmi di sesso!”

Ed eccomi qua ad aiutare un’associazione che educa a una sessualità responsabile e felice, attraverso workshop per futuri genitori, corsi di formazione nelle scuole, test HIV anonimi e distribuzione di preservativi gratuiti a studenti, sex workers e persone ai margini della società. Curo la grafica per i loro poster, li aiuto durante gli eventi e, adesso che il mio portoghese è abbastanza fluente, mi occupo anche della segreteria.

Ci spieghi cosa sono i diritti sessuali?

I diritti sessuali sono quelli che garantiscono l’autodeterminazione sessuale. Perché fare sesso è bellissimo – ma questo voi già lo sapete : ) – e ogni persona ha diritto di farlo con libertà e sicurezza.

Un po’ di esempi di diritti sessuali:

  • L’interruzione volontaria di gravidanza è un diritto sessuale
  • La pianificazione familiare – cioè la possibilità di decidere come e quando e se avere figli – è un diritto sessuale
  • L’accesso gratuito ai metodi contraccettivi è un diritto sessuale
  • La libertà di scegliere con chi e con quante persone avere rapporti sessuali è un diritto sessuale
  • Il potersi sposare con chi si vuole e il diritto di poter sciogliere il matrimonio è un diritto sessuale
  • L’educazione sessuale è un diritto sessuale.

Cos’è l’educazione sessuale? E perché è importante?

Domandona! L’educazione sessuale non è una sola cosa, ma tantissime. Mi piace dividerla in tre grandi aree che interagiscono tra di loro:

Biologia: questa è la parte “più tecnica”, si insegna come sono fatti il corpo umano e gli organi genitali, come nascono i bambini e come si trasmettono le malattie sessualmente trasmissibili.

Diritto: significa informare le persone sui loro diritti sessuali e aiutarle a sviluppare una sessualità consapevole.

Rispetto: ovvero educare a non giudicare le scelte sessuali altrui.

L’educazione sessuale è importante perché il sesso è importante. Perché anche se facciamo finta che non sia così, anche se andiamo in giro vestiti, la sessualità è una parte fondamentale dell’esperienza umana. Ed educare a una sessualità serena evita il diffondersi di malattie sessualmente trasmissibili e le gravidanze indesiderate, insegna a rispettare il proprio partner e a non vergognarsi dei propri gusti.

In Italia non c’è una legge che garantisca il diritto all’educazione sessuale. E anche se credo sia un dovere dello Stato offrirla, non dobbiamo aspettarci che sia solo lo Stato ad occuparsene: l’educazione sessuale può essere fatta ovunque e ognuno di noi può essere un educatore sessuale.

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Facciamo educazione sessuale quando un nostro amico ci confida di aver fatto sesso non protetto e noi – invece di giudicarlo – gli consigliamo dove andare a fare il test HIV in forma anonima e gratuita. O quando permettiamo a nostra figlia di fare pugilato: dove sta scritto che è una prerogativa maschile?

Quando si parla di educazione sessuale nelle scuole le persone pensano: “Oddio, faranno vedere i film porno ai miei figli!” Chiaramente non funziona così: ci sono modalità di insegnamento diverse a seconda dell’età. L’importante, a mio avviso, è che l’educazione sessuale non sia fatta dall’altro verso il basso, con la noiosa modalità “Io sono il professore e tu l’alunno che deve imparare”.

Parlare di sesso e insegnare come proteggersi sono attività che si possono fare tutti insieme, perché tutti abbiamo sempre qualcosa da imparare. Ma soprattutto, l’educazione sessuale più importante è quella che facciamo con noi stessi: ascoltando il nostro corpo, conoscendo quello che ci piace e non ci piace, imparando a informarci e volerci bene.

Perché non nasciamo imparati. Persino io, che faccio questo lavoro, a volte mi ritrovo ad avere pregiudizi e a non capire le persone e loro scelte.

Com’è la situazione dei diritti sessuali in Portogallo?

A livello legislativo è molto avanti: matrimonio egualitario, distribuzione di preservativi gratuiti finanziati dal Ministero della Salute e adozioni per le coppie omosessuali.

A livello di società mi è difficile generalizzare: a volte incontro persone molto aperte che non hanno problemi a parlare di sesso e si complimentano per il lavoro di APF, altre volte vedo omosessuali che si nascondono con modalità così tristi che fanno un po’ male al cuore.

Il tema dell’intolleranza riguarda solo gli omosessuali? Le cose stanno cambiando? E quanto velocemente?

Il tema dell’intolleranza riguarda tutti. Pensiamo:

  • ai lavoratori e alle lavoratrici del sesso che in molti Stati non hanno una legge che consenta loro di lavorare in tranquillità e versare le tasse
  • ai portatori di handicap che spesso sono trattati come persone senza desideri e non è garantito loro il diritto – se lo vogliono – a un assistente sessuale
  • ai feticisti e agli appassionati di pratiche sessuali insolite, le cui passioni spesso ci fanno sorridere ma questo non ci autorizza a trattarli come pazzi
  • alle donne e al loro diritto di autodeterminarsi
  • alle persone transgender e alle continue discriminazioni sul posto di lavoro
  • alle persone con malattie sessualmente trasmissibili che sono isolate dalla società e spesso anche dagli stessi medici
  • agli uomini eterosessuali che, in tutto questo discorso sui diritti sessuali, sull’eguaglianza di genere, non vengono quasi mai citati: come se fossero dei poveri fessi senza sensibilità.

Insomma, come vedi c’è tanto da fare. Però credo che sì, che le cose stanno cambiando: ehi, in Italia ora mi posso unire civilmente : ).

Cosa pensi di fare quando terminerai la tua esperienza di servizio volontario?

Vorrei continuare a lavorare nell’ambito della sessualità e aiutare le persone a essere sempre più consapevoli dei loro diritti.

 

Se vuoi saperne di più

Marco fa il volontario in APF (Associação para o Planeamento da Família), a Faro, in Portogallo.

È partito con il Servizio volontario europeo (SVE) – un progetto finanziato dall’Unione Europea – se hai meno di 30 anni puoi farlo anche tu, in associazioni no profit di uno stato europeo.

In questo post sul blog di Marco, trovi qualche informazioni utile in più.

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