Coppia e desiderio Quando la donna non raggiunge l'orgasmo: cosa si può fare?

Solo i battiti uniti del sesso e del cuore insieme possono creare l’estasi. (Anais Nin)

Abbiamo parlato poche settimane fa di orgasmo femminile, e di tabù e difficoltà che ancora lo riguardano.

Il quotidiano inglese “The Sun” ha recentemente pubblicato una ricerca riguardante la sessualità femminile, i cui risultati affermano che 1 donna su 5 non ha mai raggiunto l’orgasmo in vita sua.
Le motivazioni possono essere:

  • l’utilizzo di farmaci (ad esempio gli anti depressivi o anti emicrania possono facilmente ritardare o addirittura impedire il raggiungimento dell’orgasmo)
  • stress e pensieri “tossici” che impediscono di lasciarsi andare durante il rapporto
  • una tendenza caratteriale al controllo
  • la mancanza di un’adeguata educazione sessuale
  • la presenza di pregiudizi nei confronti della sessualità
  • oppure a volte le cause vanno ricercate nel rapporto di coppia per cui l’eventuale presenza di conflitti e tensioni può avere ripercussioni negative sull’intimità dei partner.

Cosa si può fare se una donna non raggiunge l’orgasmo?

Per prima cosa ricordiamoci che l’orgasmo non è un traguardo da tagliare a tutti i costi. Non per forza va ricercato e sperimentato ogni volta che viviamo un rapporto sessuale completo.
Cerchiamo allora di non concentrarci troppo “sull’arrivo”, ma di goderci anche il viaggio; distogliere l’attenzione facilita il rilassamento e, conseguentemente, la nostra capacità di lasciarsi andare.
Rilassarsi, fisicamente e psicologicamente, è fondamentale per potersi abbandonare all’altro, riducendo anche il tentativo faticoso e costante di mantenere sempre il controllo della situazione.
Purtroppo, la vita che noi tutti conduciamo, è molto frenetica e concede solitamente poco spazio al rilassamento e quindi all’abbandono: siamo continuamente incitati a produrre, a “fare”, ma esistono ambiti della vita (e quello del piacere è uno di questi!) che richiedono tempi e ritmi più lenti, non orientati al risultato o all’efficienza.

Alleniamoci

Cominciamo ad “allenare” questa capacità partendo con qualcosa di semplice.

Creiamo il contesto adeguato per poterci rilassare ad esempio sfruttando un momento in cui non abbiamo nulla di importante da fare, in cui siamo a casa o in un luogo tranquillo e per noi piacevole e in cui non c’è nessuno intorno a noi.
A questo punto possiamo portare l’attenzione sul nostro respiro; quando siamo tesi o stressati tendiamo a respirare con il petto e in modo rapido, mentre se siamo rilassati la nostra respirazione riguarderà l’addome e sarà più lenta e più profonda.
Cerchiamo allora, con gli occhi chiusi, di portare l’attenzione sull’addome e di provare a respirare con la pancia, senza sforzarci troppo. Quando capiamo di essere in grado di farlo stiamo semplicemente “in ascolto”: osserviamo e accogliamo ciò che stiamo provando o pensando sospendendo, se possibile, il giudizio.

Successivamente scriverò un post dedicato a questi esercizi di rilassamento, con indicazioni e suggerimenti dettagliati, ma fin da ora potete provare semplicemente ad osservare il vostro modo di respirare e, nei momenti in cui lo farete utilizzando l’addome, osservate se vi sentite più rilassate…

foto post orgasmoConoscere il proprio corpo

Conoscere il proprio corpo, il suo funzionamento e le sue reazioni è un altro elemento importante per raggiungere il piacere sessuale.

Ecco perché l’autoerotismo può essere utile.
Alcune donne non lo praticano perché provano vergogna, pensano che “non sia una cosa giusta da fare“, altre perché non ne sentono il bisogno.

L’autoerotismo invece ci aiuta a capire cosa ci piace e cosa no, in che modo sentiamo che il piacere si fa via via più intenso e, comprendendo tali aspetti, ci rendiamo conto che magari nel rapporto sessuale di coppia le cose funzionano diversamente…

Il dialogo con il partner

Parlarne con il partner, anche rispetto a questi temi, diventa allora essenziale.

Non vergogniamoci di comunicargli cosa preferiamo oppure cosa invece non ci piace o, addirittura, ci infastidisce.
Ricordiamoci che ogni donna è diversa, ogni corpo accarezzato o stimolato reagisce a modo suo.
Ad esempio, non a tutte le donne piacciono le stesse posizioni: alcune provano più piacere stando in un modo, altre non sentono nulla, oppure addirittura provano dolore.

“Guidare” l’altro sul nostro corpo su ciò che ci piace, dovrebbe gradualmente entrare a far parte della nostra intimità di coppia.

Giocare con la fantasia

Dell’immaginario erotico parlerò ampiamente nel post che leggerete ad aprile, ma ci tengo a farne un breve accenno.
La letteratura sessuologica ci dice che una vita sessuale è più soddisfacente nelle persone con fantasie erotiche frequenti, non associate, o scarsamente associate, a sensi di colpa.
Dico questo perché, spesso, le fantasie erotiche emergono a braccetto con ansia, colpa, disagio. Per tale ragione spesso vengono vissute con ambivalenza, oppure vengono respinte.

Le fantasie sessuali invece sono utili perché:

  • Aiutano a capire quali sono i nostri reali desideri e bisogni;
  • l’impiego sano della fantasia consente di affrontare nella realtà eventuali difficoltà sessuali;
  • mantengono vivo il desiderio sessuale;
  • il loro utilizzo creativo arricchisce la relazione di coppia, preservandola dal “peso” dell’abitudine.

Non esiste dunque nessun buon motivo per non avere fantasie erotiche o per reprimerle. Nel prossimo articolo vi indicherò alcuni suggerimenti per utilizzarle al meglio, da soli e nella relazione di coppia.

Può essere utile, infine, consultare un professionista Sessuologo per capire insieme da dove provengono le nostre difficoltà nel raggiungere il piacere e, quindi, cercare di superarle.

 

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