Sessuohhhlogismi 2 Guida base ai preliminari

Esistono due principali luoghi comuni sui preliminari. Il primo è che le donne ne abbiano sempre bisogno e che gli uomini invece possano sempre farne a meno. Il secondo è che le donne abbiano 687 zone erogene, mentre gli uomini una soltanto.

Partiamo dal primo e diciamo che no, non è vero, le donne non hanno sempre bisogno dei preliminari. Spesso li gradiscono, spesso essi denotano una particolare cura per l’atto nel suo insieme, completano e arricchiscono l’esperienza sessuale e sono preziosi alleati degli uomini per offrire forme di appagamento sensoriale multiple e variegate alle loro partner (insomma, per riuscire almeno in un modo a farle venire, perché siamo evoluti a sufficienza da aver superato la presunzione di far godere il genere femminile con la sola forza del virile randello, vero? Non che ciò non possa accadere, ma non è scontato che accada). 

Inoltre, esistono donne che con un paio di occhiate ben assestate, un limone appassionato e un po’ di strategica strofinazione, possono già dirsi più umide della foresta pluviale. Quindi no, non è sempre una questione di tecnico bisogno. C’è anche da dire che se siete Javier Bardem, e siamo stati a cena, e abbiamo bevuto dell’ottimo vino, e abbiamo riso, e ci siamo divorati con gli occhi ininterrottamente contando i minuti, i secondi persino, prima di ritrovarci da soli, in un anfratto oscuro che la diritta via era smarrita, e segnate un rigore, bello liscio, senza troppe tarantelle, non è di sicuro un problema. Ci sono rigori e rigori, “non è da questi particolari che si giudica un giocatore”. Quindi no, non è che i preliminari siano un nostro insindacabile bisogno. 

Per contro, specialmente nei menage di lunga data, siete così convinti che gli uomini non abbiano bisogno di preliminari? Non abbiano bisogno di sentire lei che geme sotto la magistrale sapienza (orale e/o manuale) del maschio alfa? Siete così convinti che il mondo sarebbe uguale se eliminassimo immediatamente l’esistenza della “fellatio indurente” (argomento sul quale torneremo, forse, un giorno, più avanti)?

Quindi diciamo che i preliminari non sono un obbligo, ma un’opzione gradita e saperli fare è meglio, proprio per una questione di know how. Pertanto concediamoci di fare un ripasso e, così facendo, di sfatare il secondo luogo comune, quello che vuole il corpo della donna disseminato di oscuri punti nevralgici che regolano il misteriosissimo piacere femminile (che tra un po’ sembra che anche se mi sfreghi il sopracciglio mi procuri un amplesso) e il corpo maschile completamente anestetizzato, a eccezione del pene. 

Guida base ai preliminari – Per lui: 

  1. Il collo, le orecchie, le spalle. Esiste un motivo per il quale smettete di baciarci qui dopo aver ottenuto il badge per le nostre mutande? Cioè, quando dovete persuaderci a darvela for the very first time, siete tutti prodighi e scrupolosi baciatori. Poi adios, passiamo alle cose serie, facce vedé le tette.
  2. Le tette, per l’appunto, sono belle e apprezziamo sempre che le gratifichiate con le vostre attenzioni ma: non sono un antistress, non si mordono con forza, non si strizzano, non si schiaffeggiano e, soprattutto, non sono sinonimo di regressione ai 3 mesi di vita. Quindi non fatevi una poppata di mezz’ora. Altrimenti noi iniziamo a pensare alla to-do-list della settimana prossima e tratteniamo l’impulso a scostarvi perché, di grazia, anche basta. Perché è eccitante, certo, ma non sgorgherà mai piacere dalla Fonte Toca di Monticchio mentre ci ciucciate i capezzoli. Questo è giusto che lo sappiate.
  3. Le mani. Usatele. Toccateci. Tutte. Capisco che il vostro scopo sia arrivare all’obiettivo, ma il desiderio passa per il tatto e noi il vostro desiderio vogliamo sentirlo. Ricordate che è esistito un periodo della vostra vita in cui il “ditalino” era tutto ciò che vi veniva concesso e vi ci siete slogati i polsi e vi ci siete fatti i bicipiti a smanettare senza pietà. Ora, per carità, siamo cresciuti, ma a noi le vostre mani piacciono ancora, e si presume abbiate anche imparato a usarle con un briciolo di perizia e con un senso della misura (non una piuma, non una ruspa), pertanto usatele. Fatecele sentire, che non vuol dire che dobbiate arrivare a farci il solletico alla cervice uterina, ma che la nostra femminilità va presa, sedotta, esplorata e, non ultimo, le mani possono stimolare con più precisione il chakra della nostra libido.
  4. Sul cunnilingus faremo un capitolo a parte.
  5. Gli occhi. È questa la vera zona erogena che a volte si tende a dimenticare. Gli occhi sono la parte più sensibile del corpo, sono il punto di accesso alla nostra anima, tanto quanto il sacro varco vaginale. E voi che fate? Li chiudete?! Non ci guardate?! Cos’è, state fantasticando di essere con Elena Riz invece che con noi? State pensando alla finale della Champions o alla nuova stagione di Game Of Thrones? Pronto? Siamo qui. Con gli occhi ci si scopa tanto quanto col resto del corpo e negli occhi dovete guardarci. Lo so che questo può rendervi più celeri, ma è importante essere con noi, lì e allora. Quindi ok tutto: il gomito, la caviglia, l’internocoscia, il ginocchio, il sopracciglio, ok tutto, ma guardateci, non necessariamente con piglio porno-ginecologico, negli occhi, di tanto in tanto.  

Guida base ai preliminari – Per lei: 

  1. Il collo e le orecchie. Vale anche per loro. Sono sensibili tanto quanto noi. No al colesterolo, sì alla partecipazione. Non siate passive (va bene la politica del “quattro di bastoni”, ma agli uomini moderni piacciono le donne collaborative). quattro_bastoniUn bacio sul collo, un respiro, il lobo tra le labbra, una punta di lingua e poi una frasetta alitata nell’orecchio. Ho detto una frasetta, non una poesia di Pessoa. E non intendo frasi come “Sono una maialina birichina” oppure “Possiedimi come fossi un latifondo”. Bastano un paio di parole, giuste e vere. [Agevolo foto di 4 di bastoni: tu sotto, inerme, lui sopra a fare tutto lo sporco lavoro!]
  2. I loro capezzoli lasciateli perdere, a meno che non sappiate che hanno una specifica passione per la stimolazione di questa parte anatomica. La maggioranza si dichiara disturbata o indifferente a queste attenzioni. Ma non è una legge assoluta. 
  3. Toccateli. Toccate anche voi il loro corpo. Senza indugio. E non mi sto riferendo solo alle spalle (che belle), alle braccia (uau), ai pettorali, alla panzetta, alle gambe (che comunque è sempre ottimo toccare). Mi sto riferendo a quella terra di nessuno dove conservano l’essenza della loro mascolinità, dove secernono il prezioso elisir di lunga vita. Fatelo con cautela, mi raccomando. Non ve lo devo spiegare io che sono ben vulnerabili in quella zona. E nel mentre, con grazia, non trascurate l’attore protagonista, quello che regge buona parte della trama che, come sempre, va trattato con misura. Decisione ma misura. Non uno swarowski e nemmeno un joystick. 
  4. Sulla fellatio scriveremo un capitolo a parte. 
  5. Gli occhi. Quando sarete all’apogeo del vostro piacere è sacrosanto chiuderli ma, mentre siete lì, che vi esplorate, vi annusate, vi baciate, vi assaggiate e vi gustate, amiche, guardateli. Perché qualsiasi possibile lacuna tecnica, qualsiasi imperfezione, viene compensata dallo sguardo di una donna vogliosa del loro benamato bene. O pene che dir si voglia. 

E la nostra guida base si conclude qui. Nei prossimi capitoli, più advanced, parleremo anche di come alimentare la fantasia, o usare a proprio vantaggio i sex toys nella sessualità individuale e condivisa.  Intanto fatevi un giretto da queste parti, navigatemi un po’ il sito di Ohhh e iniziate a farvi un’idea! 🙂

 

Con viva e vibrante cordialità, vi saluto!

(Leggi la prima puntata di SessuOhhhlogismi su Memorie di una vagina: Sessuohhhlogismi 1: le 10 tipologie di limone).

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